giovedì 23 marzo 2017

Le nuove risorse della Difesa italiana: gli hacker

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Il generale Claudio Graziano, Capo di Stato Maggiore della Difesa, ha annunciato in un'intervista a "la Repubblica" i nuovi piani in atto per la difesa del Paese: arruolare hacker per proteggersi nella cyberguerra.
Dopo aver compreso che le minacce provenienti dal cyberspazio sono reali e da considerare molto importanti, la Difesa ha creato il CIOC, Comando Interforze Operazioni Cibernetiche, un nuovo ramo che sarà completamente attivo dal 2018. Il Generale ha dichiarato che sarà avviato probabilmente anche un reclutamento straordinario tra i giovani più abili, soprattutto negli atenei, e che bisognerà puntare molto anche sulla formazione del proprio personale. Per questo motivo presso la scuola di telecomunicazioni delle Forze Armate di Chiavari è stata già creata una sala per simulare azioni cyber gestita in collaborazione con l'Università di Genova, che consenta di addestrare e istruire al meglio coloro che si troveranno a combattere in questo ambito. Nello scenario della cyberguerra, il nuovo Comando si occuperà di difendere da attacchi esterni le reti del Paese e lavorerà in stretto contatto con le altre agenzie di sicurezza, mentre per le missioni all'estero sarà un supporto importante sia per azioni difensive, ma anche offensive. 
Ora lo Stato italiano, secondo il Generale, dovrà prendere esempio dagli altri governi che hanno già stanziato molti fondi per i programmi di cyberdifesa, per consentire una preparazione adeguata e non essere presi alla sprovvista da possibili attacchi da parte di hacker nemici.


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