lunedì 11 dicembre 2017

5 curiosità sulle "Auto in Divisa" delle Forze dell'Ordine italiane

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Vi siete mai chiesti come vengono scelte le auto "in divisa" della Polizia, dei Carabinieri o della Guardia di Finanza o da dove arrivano i nomi attribuiti alle loro volanti? Ecco 5 curiosità sulle auto di servizio in dotazione alle forze dell'ordine.

La prima auto in divisa.
La Fiat Marea 2.0 ha debuttato nel 1996 come prima vera auto allestita propriamente per la pattuglia della polizia di Stato: un equipaggiamento riservato a due agenti, un divisorio tra i sedili anteriori e la rigida panca posteriore, leggermente blindate e meccanica ottimizzata per brusche frenate e violente accelerazioni.   

Arriva l'Alfa Romeo.
Qualche anno dopo la Marea, arriva nell'Arma dei Carabinieri la 156 e successivamente la 159. Una presenza ben più accattivante, dalle prestazioni maggiori e affidabile, era allestita anch'essa da un divisorio, ma invece della panca posteriore era dotata dal divano simile a quello di serie, tanto che si diceva che i criminali arrestati, potendo scegliere, preferivano viaggiare in manette proprio sulla 156. La collaborazione continua ancora oggi con la nuova Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio.

Collaborazione giapponese.
Tra gli anni ottanta e novanta, invece, venne data in dotazione alla Guardia di Finanza in Puglia e Campania la Mitsubishi Pajero corazzata, nata per contrastare i blindati utilizzati dai contrabbandieri di sigarette. 
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Le origini della "Pantera" e della "Gazzella".
Il simbolo della pantera risale al 1952 con l'arrivo dell’Alfa Romeo 1900 della Squadra Mobile, scelto perché rappresentava al meglio le caratteristiche della nuova auto: carrozzeria nera, agile e scattante anche durante gli inseguimenti notturni.
La gazzella del Nucleo Operativo Radiomobile dell’Arma dei Carabinieri, invece, viene introdotta nel 1972 con l'Alfa Romeo Giulia. La particolarità dello stemma è lo sguardo rivolto sempre in avanti sia sul lato destro sia su quello sinistro dell'auto.  
  
Chi paga in caso di incidenti?
Uno dei punti più controversi riguardo le auto in divisa riguarda proprio la responsabilità attribuita agli autisti delle volanti. Se si commettono infrazioni o danni in servizio, gli agenti al volante sono i diretti responsabili e sono costretti a dover pagare di tasca propria. Il Codice della Strada, infatti, prevede che anche le forze dell'ordine debbano adottare una guida prudente, per questo motivo eventuali incidenti o danni sono a carico dell'autista.  

Come vengono scelte le auto?
Molte case automobilistiche vorrebbero fornire le proprie auto alla Polizia e ai Carabinieri, anche in comodato d'uso gratuito, ma ci sono diverse regole, caratteristiche e norme da rispettare. La scelta tra le auto proposte si basa sul rispetto della libera concorrenza, delle norme dettate dalla Comunità Europea e sulla miglior offerta dalla casa automobilistica. L'auto deve rispettare precisi standard qualitativi e prestazionali, ma ciò che incide notevolmente sulla scelta è la copertura della garanzia, una buona distribuzione di officine in tutta Italia e costi di gestione certi. 


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